Mancano due giorni all'arrivo di George W. Bush a Roma e già la città sta entrando in fibrillazione. Una decina di militanti appartenenti al 'Patto permanente contro la guerra' hanno organizzato una protesta davanti al carcere di Regina Coeli contro la decisione presa dal Viminale di trasferire circa 230 detenuti in vista del summit tra Berlusconi e il presidente americano. I manifestanti hanno indossato abiti a strisce da detenuti e si sono incatenati davanti all'ingresso del carcere esponendo uno striscione con la scritta 'Oltre un milione di vittime civili in Iraq'. Il trasloco momentaneo dei detenuti sarebbe finalizzato a rendere disponibile la struttura carceraria per eventuali arresti durante le manifestazioni di protesta contro l'inquilino della Casa Bianca.
E il corteo principale dei pacifisti partirà mercoledì, alle 17, da Piazza della Repubblica per chiudersi in Piazza Barberini attraverso via Goito, via XX Settembre e largo Santa Susanna. Insomma, a due passi dall'ambasciata americana. Il presidente Usa arriverà proprio nella serata di mercoledì e andrà via venerdì pomeriggio: in quel lasso di tempo sarà in vigore il divieto di sorvolo di Roma per i voli commerciali. La limousine di Bush sarà seguita costantemente da una scorta ravvicinata dei Nocs della polizia di Stato. Spetterà quindi agli uomini dei reparti speciali, a bordo di minivan con tiratori scelti, la protezione più delicata.
Il piano di sicurezza vero e proprio, predisposto dalla questura di Roma, scatterà però già domani sera. Attorno a Villa Taverna, nel quartiere Parioli, saranno attuate le eventuali rimozioni delle auto in sosta attorno al perimetro della residenza dell'ambasciatore americano. Sempre attorno a Villa Taverna, dove il presidente americano alloggerà durante il suo soggiorno a Roma, verranno rimossi i cassonetti, sigillati i tombini, controllati i palazzi attorno all'edificio e bonificate strade e sottosuolo. Da mercoledì mattina quella sarà l'unica zona veramente off-limits di tutta la visita ufficiale nella capitale. Per il resto la questura ha predisposto chiusure di strade "a soffietto" durante il passaggio del corteo presidenziale e delle auto di scorta che si sposteranno per i vari appuntamenti istituzionali.
Secondo il programma fornito dal cerimoniale americano il presidente Bush, arrivando a Ciampino nel tardo pomeriggio di mercoledì, andrà direttamente a Villa Taverna e non avrà nessun impegno ufficiale. Giovedì invece incontrerà il capo dello Stato Giorgio Napolitano e il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Venerdì mattina è prevista la visita in Vaticano e il faccia a faccia il Papa.
Come preannunciato, le strisce blu sono tornate in vigore nel Municipio I e all'interno delle mura aureliane. Per il resto della città, la questione rimane in sospeso: una commissione istituita ad hoc provvederà, entro il 31 luglio, a ridisegnare il sistema di sosta tariffata a Roma che poi entrerà a regime da settembre. E Veltroni rischia di scivolare sul Prg. Quello che fu il suo più grande vanto da sindaco della Capitale, potrebbe trasformarsi in una grossa gatta da pelare. La procura di Roma, infatti, ha acquisito copia dell'intero Piano regolatore generale (che prevede la costruzione di 70 milioni di metri cubi di cemento in dieci anni), nonchè i documenti relativi a varianti allo stesso Prg e alcune delibere su presunti casi di abusi edilizi.
Abusi che sarebbero collegati proprio al nuovo Piano, approvato dal Consiglio comunale il 12 febbraio scorso in fretta e in furia poco prima delle dimissioni da sindaco dello stesso Veltroni. Noi ci eravamo occupati delle tre varianti della discordia, rimaste escluse dal via libera al Prg. Ora i pm che conducono le indagini, Delia Cardia e Sergio Colaiocco, hanno acquisito la puntata di Report "I Re di Roma", andata in onda il 4 maggio scorso, in cui si segnalavano casi di edificazioni in aree urbanistiche della Capitale in presunta violazione del Prg.
Nel mirino soprattutto alcuni accordi di programma, che consentono di aumentare le cubature e di cambiare le destinazioni d'uso mediante intese tra imprese costruttrici e Comune. Il fascicolo dei magistrati è ancora senza indagati.
Il presunto problema? In due parole, il Campidoglio avrebbe deciso di convertire - su pressione dei costruttori - le cubature per i servizi in cubature residenziali con delibere ad hoc così da favorire le grandi "famiglie" dell'edilizia romana. Perché gli uffici non si vendono, mentre le case sì...

E d'accordo che ora tutti facciamo la paternale all'"uomo nero" Mahmud Ahmadinejad (vediamo poi quale sarà il prossimo "mostro" creato dagli Usa ad uso e consumo degli attacchi di panico della comunità internazionale). Il presidente iraniano domani arriva a Roma per il vertice Fao e intanto si sprecano appelli, proteste, prese di posizione del mondo politico, intellettuale e mediatico. Parlare o no, trattare o no con il diavolo? Lui è a caccia di sponde e consensi nell'"amica Italia", ha corteggiato Napolitano e Berlusconi. Ma tutti fanno giustamente notare che il programma nucleare iraniano ha aspetti di opacità preoccupante per un Paese tutt'altro che democratico. Inoltre non aiutano le periodiche "sparate" fuori di senno che Ahmadinejad produce su Israele.
Sarebbe il caso, però, di protestare anche quando Paesi come gli Usa o lo stesso Israele e il Pakistan (buoni amici degli americani che come l'Iran non aderiscono al Trattato di non proliferazione nucleare) si rifiutano di sottoscrivere il documento planetario che mette al bando le terribili bombe a grappolo. Sono in "ottima" compagnia, vedi Cina e Russia.
Sarà un accordo poco efficace? Non contempla le evoluzioni future e più "intelligenti" di un genere di ordigno assolutamente odioso? Sarà, ma appoggiare l'embargo alle cluster bomb attuali sarebbe comunque stato un segnale importante: peccato che i suddetti Paesi siano tra i maggiori produttori delle stesse. Cosa provano gli americani o gli israeliani nel vedere i bambini iracheni che perdono gli arti per un'innocente partita a pallone dopo un bombardamento "a grappolo"?
Ah, scusate...è vero. Dimenticavo: sono i costi dell'esportazione della democrazia. E col dollaro debole anche la democrazia costa uno straccio.
L'espansione indiscriminata delle prerogative individuali e la tentazione del bengodi senza regole, cozzano con la convivenza civile, soprattutto nelle moderne società complesse. Istintivamente e singolarmente, chiunque direbbe che non pagare per il parcheggio in città è meglio. Ma riflettendoci un attimo, si intuisce che potrebbero essere devastanti le ripercussioni sul sistema-Roma di una sosta free anche all'interno del centro storico.
Una sentenza del Tar del Lazio ha accolto il ricorso dei cittadini dell'Ostiense, patrocinati dal Codacons, e ha annullato la delibera 104 del 2004, bocciando in pratica la regolamentazione delle strisce blu in tutta Roma. Dopo un primo momento di entusiasmo in funzione anti-Veltroni, anche l'amministrazione Alemanno si è accorta che parking libero ovunque significa disagi per i residenti delle zone centrali e semi-centrali, per il commercio e soprattutto incentivazione dell'uso del mezzo privato, cosa di cui Roma non ha certo bisogno.
Allora il sindaco si è affrettato a preannunciare: "La giunta elaborerà una nuova delibera mercoledì prossimo per rilegittimare il parcheggio tra le strisce blu nel centro storico". Ok, e per il resto della città? Alemanno e l'assessore alla Mobilità Sergio Marchi spiegano: "Invece, la delimitazione di tutti gli altri parcheggi a pagamento situati fuori dal centro storico sarà posta sotto la verifica di una speciale Commissione istituita dal Comune, con l'ausilio del VII Dipartimento, in modo totalmente indipendente dalla Sta e dall'Atac. Tale commissione sarà istituita anche sulla base delle indicazioni che saranno date dalle associazioni dei consumatori, dei commercianti e dei residenti dei diversi quartieri, nonchè degli organi professionali competenti".
Va bene, discutiamo. Sicuramente la Sta, società poi accorpata ad Atac che incassava i proventi dei parcheggi a pagamento, non poteva avere la serenità di giudizio, la terzietà per decidere dove andassero istituite le strisce blu. Ed è pacifico che i soldi del parking non devono servire a fare cassa ma devono essere reinvestiti nel sistema parcheggi e nel trasporto pubblico. Detto ciò, però, una città come Roma, con 2milioni e mezzo di automobili e un sistema pubblico di trasporti deficitario, non può permettersi il far west della sosta gratis in centro storico e nella prima cintura urbana intorno ad esso.
In questi giorni godiamoci il posto macchina gratis ovunque...quando si trova. L'anarchia però è destinata a finire. E' giusto così.

Ponte di ferro - Ostiense (foto di Ulisse Spinnato Vega)

Tutte le notti che passo di lì
mi afferra con i suoi artigli metallici.
Non mi lascia andare.
Mi ghermisce e si fa bello
di fronte allo sguardo severo del gazometro,
il fratello cilindrico, ferroso come lui.
Sotto, il fiume vomita se stesso verso il mare.
Ininterrottamente.
Dall'Alpheus arrivano voci e musica come lame
che dilaniano il morbido cuscino nero delle tenebre.
Resto incastrato tra le dita del ponte,
fermo sulla sua schiena d'asfalto.
Casa è lontana verso nord-ovest.
Ma la notte è ancora in fasce...
troppo giovane per abbandonarla.
Roma come il gruviera. L'altro ieri il sindaco "ingegnere" Gianni Alemanno ha dato il via allo scavo della Metro B1 che andrà da Piazza Bologna a Conca d'Oro, con un prolungamento fino a Viale Jonio già in discussione presso la Conferenza dei servizi e per il quale sono stati stanziati altri 170milioni di euro. Oggi invece, nel cantiere Giardinetti della Linea C, sono state "varate" le prime due Tbm (Tunnel boring machine), ossia le "talpe meccaniche" di ultima generazione che a fine giugno cominceranno a scavare in direzione del centro, procedendo distanziate di circa 150 metri. I due colossi sono stati sollevati da una speciale gru da 500 tonnellate e adagiati nel pozzo d'introduzione. Le Tbm sono veri e propri cantieri mobili che si fanno strada nel sottosuolo, portando con sé tutte le attrezzature necessarie allo scavo, allo smaltimento dei detriti e alla realizzazione del rivestimento della galleria.